“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. *

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L’albero cui tendevi la “Casertana” mano….

Tecnica consolidata. Succede qualcosa che può far attaccare legittimamente l’amministrazione? Parliamo d’altro. Cade un albero sul Corso, che colpisce un’auto e spaventa i cittadini e i (pochi) frequentatori di una strada ormai morta? Il Mattino impietosamente pubblica una mappa del rischio e scrive – ottimo come sempre, Franco Tontoli – di manutenzione fantasma? Il sindaco fa zapping in tv e “recupera” dichiarazioni del senatore forzista Maurizio Gasparri di quasi una settimana fa. I tifosi della Casertana, tuona, sono antifascisti. Sei giorni fa lo aveva ricordato pure Il Fatto Quotidiano.

Io invece, striscioni a parte (perché poi sono i comportamenti singoli che contano, non gli apparentamenti tra tifoserie) me li ricordavo abbastanza ondivaghi e “governativi”, in città. Pronti ad applaudire, e favorire qualche volta nelle votazioni, i politici che meglio hanno saputo cavalcare occasionalmente le loro voglie. Per poi cercare di tenersene vicino qualcuno nel più classico dei modi, quello scientificamente “clientelare”.

Ma va bene lo stesso, viva i i tifosi casertani antifascisti. La polemica è “miele” per l’avvio di giornata dei siti web. Nella scia del sindaco anche il consigliere di maggioranza Gianluca Iannucci, che posta una vignetta di Vauro.

La “puntuale” polemica di Marino non passa inosservata ad uno dei suoi oltre 20mila follower. Si chiama Fabio Di Gioia, Facebook lo definisce un infermiere che lavora fuori Caserta. “Mio caro Carlo – gli scrive guadagnando una bella manciata di like -, ti confesso che a volte mi fai sorridere. Ogni tanto tratti argomenti che dovrebbero ben caratterizzare un’amministrazione di centrosinistra. Ma poi? Dopo un post qui su facebook, quali sono le tue conseguenti azioni? Dopo le elezioni europee e il buon risultato del “campo largo”, parlamentari casertani hanno votato per l’autonomia differenziata (i nomi sono taciuti, quale il motivo? Discrezione?) In comune arrivano avvisi di garanzia e vengono fatti arresti. Silenzio, nessuna scelta di posizione. Le liste civiche scendono in piazza per chiedere chiarimenti e vengono intimidite. La costruzione dello stadio Pinto è stata posticipata a settembre, quale ne è il motivo? Certo partecipi ad inaugurazioni di privati ed attività di associazioni. La tua presenza dà conferme. Ora, gentilmente fammi capire veramente da che parte stai? Buona resistenza”.

Tocca un bel po’ di nervi scoperti, Di Gioia. Partendo dai parlamentati casertani di centrodestra il cui nome Marino non cita a proposito dell’autonomia differenziata. Per arrivare a quel “nuovo stadio Pinto” da 50 milioni che i tifosi “antifascisti” della Casertana aspettano come il pane. Un ficcantissimo Michele De Simone, settimane fa, disse pubblicamente più o meno “Scommetto che il prossimo anno presenteremo gli Internazionali di tennis in questa stessa sede”. Come a dire che il Circolo del Tennis non sloggerà dai locali comunali che occupa da anni fin quando “qualcuno” non gli costruirà una nuova sede. E quando mai succederà?

Anche perché, si dice, il Circolo del Tennis è puntualissimo (quanti lo sono?) nel pagamento del fitto al Comune. E allora sicuramente avverrà quanto prevede De Simone. Però Il Mattino, anche oggi, si ostina a far rimbalzare l’annuncio di un cronoprogramma che ogni volta slitta. Al massimo, lo scrive chiaramente il quotidiano, le prossime mosse riguarderanno l’allestimento del cantiere.

Nessuno che chieda mai al presidente della Casertana e a coloro che lo affiancano da qualche anno in questo annuncio – mi fa notare un anziano giornalista sportivo – di rendere pubbliche alla città le “carte” di un progetto che resta assai fumoso. Chi mette i soldi? Cosa si prevede per far arrivare ogni volta nella zona (per poi andare via) centinaia se non migliaia di automobili?

Solo due delle domande mai fatte a D’Agostino e a quanti in Comune, a partire da Marino, affiancano questo milionario progetto. Domande finora senza risposta. Se ne potrebbero occupare i “politici” e i prossimi candidati sindaci che frequentano la tribuna del Pinto? Difficile rispondere.

(Angelo Vitale)