Una volta, per non andare in un posto, si mandava un telegramma: “Impossibilitato intervenire causa impegni precedentemente assunti”. Mi ero chiesto (credo da solo) quali potessero essere i “sopravvenuti impegni” che avevano impedito la riunione in casa Pd di sindaco, assessori, consiglieri e commissari, secondo Susanna Camusso. Aveva detto così: “sopravvenuti”. Quindi inattesi, improvvisi, urgenti. La morte di un animale di compagnia, l’automobile ingoiata dal bradisismo, una famiglia che non vuole sentire ragioni di andarsene da un resort di Serapo nemmeno se Carlo Marino si fosse seduto nudo su un divano ad aspettare.
E invece, era solo la carità di Camusso nel favorire l’assenza dell’assessora Annamaria Sadutto. Assente pure stamattina alle 7.30, la super assessora che Carlo Marino volle in giunta. Pur non invitata, ma formalmente convocata da Camusso e Misiani come tutti gli altri. Come a dire: “Io non ti conosco, io non so chi sei”.
Un particolare non da poco, la convocazione formale. Questa riunione e la prossima che Carlo Marino prevede nel suo comunicato che avverrà la prossima settimana (non è vero, è stata fissata dalla Camusso, dopo due ore e mezza, in questa stessa settimana) non appartengono all’agenda di Marino come scrive il sindaco (“riunioni con i gruppi”), ma a quella del Pd.
Devono essere arrivate a Roma le fotografie dei manifesti del centrodestra che chiedono le dimissioni di Marino. Pur affiancate dalle singolari parole di Gianpiero Zinzi: chi sono questi “terzi” che stanno passando il Comune ai raggi x? Acclarato che Zinzi non è un perito assicurativo, perché non ha voluto dire chiaramente chi sono? I magistrati di Santa Maria Capua Vetere? Funzionari prefettizi? O del Viminale? Lo si poteva e doveva dire, almeno a favore dei 25mila casertani che si recarono qualche anno fa a votare per il ballottaggio.
Elly Schlein – se è vero che si ricorda a quanti km Caserta sia distante dai suoi magnifici sorrisi regalati a tutti – si è già stufata di ipotizzare che il nome della nostra città gli sia ricordato da qualche giornalista, a breve o medio termine, avvicinandolo a “corruzione” e “voti a 50 euro” di cui sono accusati esponenti dell’amministrazione guidata da Marino.
Il quale, chissà se riuscirà a diventare il peggior sindaco della classifica del Sole 24 Ore: oggi è il quartultimo della Penisola, traguardi del genere sono possibili a chi ce la mette tutta, ma non sono proprio facilissimi.
Elly, quindi, ha dato ordine a Misiani e Camusso di convocare “quelly” del Pd di Caserta. E com’è andata? Scordiamoci il comunicato fatto da Marino al termine della riunione. Non è andata proprio come scrive lui. E in più omette di raccontare cosa lui ha detto ai presenti.
il primo cittadino, giacca e cravatta, è partito in quarta volendo dimostrare, in generale, di aver fatto i compiti e di aver capito che in via del Nazareno la sua cordicella è diventata corta. Ha iniziato confermando Il Mattino che da giorni anticipa che Marzo e Casale sono già fuori da tutti i suoi radar. Non sono previsti nella sua prossima giunta, è ufficiale. E poi, inviando un commosso ricordo ai Padri socialisti della Patria, ha come detto: “Volete più sinistra? E allora vi voglio confermare che Romolo Vignola e Dino Fusco sono con noi, pronti a sottoscrivere il documento programmatico di fine consiliatura”. Un capolavoro, “Marino è un grande”, dice sempre un consigliere di opposizione che lo conosce bene.
Stava quasi per aggiungere: “E ditelo che sono bravo!”. Misiani e Camusso si sono guardati – in videoconferenza – e poi all’unisono hanno detto: “Ottimo punto di partenza, sindaco”. A quel punto, a Puccianiello, si sono guastati tutti i condizionatori.
“Il Pd, che è uno solo, ricordiamocelo tutti – ha detto Camusso guardando dal pc Andrea Boccagna – chiede l’azzeramento della giunta. Ci vuole una svolta vera”. Succedesse proprio tutto questo, ovviamente, bisognerebbe ricoverare in terapia intensiva gli assessori non chiacchierati e chi li sostiene. E allora Misiani, Camusso e santa Elly sono pure disposti a tollerare che Martino, Credentino, Maietta e De Lucia rimangano in giunta. Però, non manterranno le loro deleghe. E non provino a scalciare.
“Aria nuova e fresca”, scrivevo stamattina riguardo al Mattino. E “aria nuova e fresca” vogliono Schlein, Misiani e Camusso. Servono “eccellenze”, fossero pure di Bolzano o Alcamo. Docenti universitari o figure parimenti degne e, soprattutto, estranee alla melassa casertana e di ambito comunale e para-comunale che pretende di essere altisonante e non lo è. “Siete convocati tutti entro questa settimana” ha concluso Camusso spegnendo il pc. Altro che la prossima settimana di cui scrive Marino. Bisogna fare presto.
E quei poveri Moderati per Caserta che fecero eleggere Marino sconfiggendo Zinzi? Non staranno di sicuro preparando molotov, nel loro vocabolario non esiste la parola “dimissioni” per andare dal notaio coniugandole con quelle che nemmeno il centrodestra vuol dare. I Moderati sono sette, ma ognuno con una testa. E nessuno ostacolerà Marino e la sua nuova maggioranza, a partire dall’acclamato presidente del Consiglio Lorenzo Gentile. Il sindaco, però, ora dovrà fare tutti i compiti a casa che gli hanno dato i commissari del Pd per questa estate. E mettersi al lavoro per trovare in pochi giorni questi cinque scienziati cui mostrare il Piano Marshall del verde pubblico che verrà.
Proprio un malandrino, Marino. Ha scelto questa immaginifica espressione sapendo di far sclerare di sicuro il consigliere socialista Gianluca Iannucci: Pietro Nenni fu contrario al Piano Marshall e Marino lo ha fatto apposta a chiamarlo così. Se solo si fosse informato su quale sindaco già si era messo in mente anni fa di riproporne uno, non lo avrebbe scelto. Fu Virginia Raggi, che sognò di riempire, con tanti milioni di euro, le buche della Capitale. Ovviamente, un Piano Marshall fallito. Su quello green Made in Caserta Vanvitel.li tornerà.
(Angelo Vitale)