Persistente “vizietto” ormai, quello adottato dalla pagina Facebook del Comune di Caserta, nel dedicarsi con entusiasmo al “fare pubblicità”. Concetto ampio, che in Comune viene ora applicato nella sua forma più enfatica e irrefrenabile. Ci tornerò, anche se mi rendo conto che è difficile astenersene, specialmente quando è generalizzato nell’amministrazione, maggioranza e opposizione, fruire del piacere di assistere gratuitamente a spettacoli di ogni genere.
La “pubblicità” di cui scrivo oggi è quella fatta alle tazze Starbucks raffiguranti la Reggia. Totalizzante. La bacchetta il deputato leghista Gianpiero Zinzi, continuando a chiedere al sindaco di dimettersi e sottolineando l’assenza di promozione del turismo da parte dell’amministrazione comunale. Nel caso Zinzi lo avesse dimenticato, titolare della delega è stato per anni, e forse in parte lo è ancora, l’assessore Emiliano Casale che lui conosce molto bene.
Per me, la pubblicità è impropria su quella pagina. Il sindaco Carlo Marino – se avesse voluto – l’avrebbe potuta fare sulla sua pagina Facebook personale, che non è istituzionale come quella del Comune, semmai immortalandola in una foto. Impugnandola pure, per augurare buona domenica ai casertani.
Sulle tazze della Reggia mi faccio anche un’altra domanda, che giro pure alla direttrice della Reggia Maffei, al ministro della Cultura Sangiuliano, allo stesso Antonio Percassi principale artefice dello sbarco di Starbucks in Campania, segnalando altresì che i frettolosi siti web che hanno “copiato” il post del Comune si sono dimenticati di andare a verificare se le tazze della Reggia sono in vendita pure all’outlet di Marcianise, oltre che nello store di Napoli.
La domanda è questa: per raffigurare in quella tazza la Reggia di Caserta era necessario essere autorizzati e pagare quanto dovuto al ministero?
Se era necessario ed è stato fatto tutto dai competenti uffici, auguri al business del patron Percassi.
Se non era necessario, auguri lo stesso a Percassi e complimenti a chiunque utilizzerà gratuitamente la skyline di Palazzo Reale e il nome della nostra città per fare qualche soldino.
Se era necessario e non è stato fatto, chi di competenza si adoperi per mettere le carte a posto.
Il resto, è piccola-grande miseria della nostra città. Che ci dobbiamo piangere noi tutti. Come la casbah quotidiana di bus all’ingresso di Caserta di fronte alla Reggia. Uno scandalo che, vista la totale inefficienza di chiunque ci sia passato davanti, dovrebbe essere segnalata a qualche Corte internazionale, se ne fosse competente.
(Angelo Vitale)