“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. *

“Soooono il consigliere delegato!” Aspetta, dillo un’altra volta….

A che servono i consiglieri comunali delegati? Scusate la franchezza: a niente. Un tempo c’erano le delegazioni, ogni tanto firmavano le carte, si mettevano la fascia tricolore e sposavano qualcuno. Poi, se erano un minimo bravi, si adoperavano concretamente per le frazioni o i quartieri che “seguivano”. Ma mica è roba di tutti, ci vogliono le qualità.

Poi le delegazioni comunali sono state chiuse ed è rimasta la soddisfazione di gonfiare il petto e dire: “Soooono il consigliere delegato!”, semmai indossando pantaloni stretti stretti all’ultima moda di quelli che ti lasciano le caviglie scoperte e provando a darsi un minimo contegno in mezzo ad indaffarati capannelli fuori a qualche bar.

Ecco. Perché poi, il pericolo è che la gente si attrezzi come quella che andava “a scuola” da Eduardo De Filippo. E impari a mettere la “mano molle”, chiamandolo per strada: “Consigliere delegato Tizio Sempronio….”.

(Angelo Vitale)