“Anche questo è un post che capirai solo tu?”. Pubblico subito la domanda. La risposta è: Dipende da voi. E’ un po’ come con il destino di questa città, mica possono scendere dal cielo angeli e arcangeli per salvarvi.
Il titolo in inglese è quello di un film di più di 20 anni fa che la tv estiva ha rimandato onda nei giorni scorsi. Non vi dico il titolo italiano, già fuorviante rispetto al dipanarsi della storia, perché vi farebbe ricamare chissà quale retropensiero, di sicuro oltre le mie intenzioni.
Nel film ci sono tante belle frasi. Una è: “Puoi restituirmi il mio tempo?”. Quella che ciascuno di noi può sbattere in faccia, prima o poi, a chiunque abbia sottovalutato il suo interlocutore.
Ma quella che mi serve per ritornare sulla presunta partita a scacchi in corso nella politica locale è un’altra frase. Per favore, concentratevi solo su questa, lasciate stare il resto.
Eccola: “A volte a Dio piace chiudere due uomini in un sacco e farli scannare”.
I due uomini potrebbero essere Carlo Marino e Gianpiero Zinzi. Uno di fronte all’altro non solo per la lite sulla tazza ormai archiviata. Il secondo è, nell’immaginario di poche decine di “addetti ai lavori”, l’artefice dell’arrivo della Commissione di accesso in Comune, quella che potrebbe fermare la seconda consiliatura del sindaco aprendo allo scioglimento dell’amministrazione.
Io non credo che si scanneranno. Marino è tanto furbo da riuscire ad uscire dal sacco in un qualsiasi modo, appena se ne presenterà l’occasione. Mentre Zinzi non deve avere tanta voglia di guidare il duello fino al sangue che serve all’arbitro per fischiare il fermo gioco finale.
Il deputato della Lega deve combattere innanzitutto nel suo stesso schieramento. Forse nemmeno i suoi 3 o 4 ufficialmente fedelissimi consiglieri sprizzerebbero oggi gioia dai pori al pensiero di tornarsene a casa, figuriamoci gli altri che misero il loro nome sotto al manifesto “Dimissioni” settimane e settimane fa. Oggi non lo rifarebbero.
Il motivo non deve essere nemmeno la perdita secca di decine di migliaia di euro di stipendio assicurato in Comune. Succede infatti che – questa, l’erratissima tesi che qualcuno di loro avanza – questi “guerrieri della notte”, con il Consiglio comunale mandato a casa, si vedrebbero spuntate le armi finora utilizzate per contrastare l’amministrazione in carica: comunicati stampa, interrogazioni, questa roba qua. Per loro, la “morte civile”.
Inutile argomentare in senso contrario alla loro opinione. Anche per questo il sindaco Carlo Marino sfoggia sorrisi a 32 denti in ogni foto da quando in un solo colpo, anche se a scoppio ritardato, si è liberato dell’accordo “politico-elettorale” con Massimiliano Marzo e Emiliano Casale.
“Esagero”: questa visione è l’anticamera della morte della politica. Una politica assente innanzitutto nei “coraggiosi” cuori di questi “guerrieri della notte”.
Ci tornerò, provando a leggere questo “vuoto pneumatico”. Partito per partito, fuori e dentro il Consiglio comunale. Escludendo le sigle e le siglette che si sciolgono al sole. Da sole.
(Angelo Vitale)