Che cacchio di titolo, eh? Diciamo che due su tre dei miei lettori se ne sono già andati, mandandomi “a fare un bagno”. Ci sta, ci sta. Prendere o lasciare.
Lo sapete sicuramente tutti che i giornali non vendono più come una volta, è la moria dei pesci che può capitare a Orbetello o a Mondragone e tutti si chiedono perché. Mille cause. Una potrebbe essere che ogni mattina alle 7, grazie a quel giovanotto poco fa scarcerato in Francia che si veste come uno dei nemici di 007, io posso leggere gratis quasi tutti i quotidiani nazionali e pure internazionali. Dice: Eh, bella forza, fai come quelli che si guardano il Napoli con il pezzotto.
Fermi tutti. Qui mi soccorre un amico giornalista, che chiamerò Claudio (perché si chiama Claudio) il quale mesi fa – prima che nascesse questo blog e non doveva guardarsi le spalle mentre chiacchierava con me per strada – mi spiegò che su Telegram i pdf li fanno circolare gli editori. Non lo sapevate, vero?
Ma sto divagando. E già mi aspetto il cazziatone di un altro amico giornalista che chiamerò Franco (perché si chiama Franco), che mi ha detto che sono troppo “lungo”.
Allora, mettiamola diversamente. Che spendiate o no il prezzo che costano i giornali, che voglia può venirvi a leggere articoli senza domande vere? Dico meglio: articoli senza domande che incalzano e contrappuntano l’abilità che hanno questi mestieranti della politica per dire senza vergogna un cumulo di bugie e sciocchezze o rispondere in maniera generica e fuorviante a questioni importanti per la loro stessa “sopravvivenza civile e politica”, soltanto per gonfiarsi il petto.
E’ una cosa che, da lettore, mi sfinisce ogni mattina. Giovani braccia, rubate non all’agricoltura ma ad un loro personale e migliore futuro, che impugnano un mouse per chiudere un’intervista senza chiedere finalmente quale sia un qualsiasi maledetto “cronoprogramma” che riempie da mesi la bocca di uno o perché mai un altro si ostina senza senso del ridicolo ad affermare una “unità” di intenti nella sua parte politica, che invece è inesistente. Giornalisti pure bravi, costretti a fare i criceti nella ruota. Perché è anche vero che c’è sempre qualcuno che gli dice che è meglio così.
“Le domande sono impegnative”, mi ha scritto oggi qualcuno. Che peccato!
(Angelo Vitale)