Tutti conoscono Gianfranco Paglia e sanno quanto sia sempre un vulcano di idee e di iniziative. Trentuno anni fa, a 8mila km da qui, fu colpito da tre pallottole mentre cercava di portare in salvo l’equipaggio di uno dei blindati italiani bloccati in una battaglia che costò morti e feriti, è Medaglia d’oro al valor militare. Ieri era co-conduttore Rai della diretta per il via delle Paralimpiadi di Parigi.
Paglia non le ha mai mandate a dire. Un anno fa si dimise da presidente del Tavolo della sicurezza deciso dal Comune, affermando che le stesse associazioni di categoria del commercio non prendessero le giuste distanze dalla mala movida casertana.
Il luogo del cuore.
La zona di Vaccheria è sicuramente quella che ha lasciato il segno, mi hanno adottato da quando ho lasciato Napoli per Caserta e da quel momento non mi hanno più abbandonato.
Posti belli da vedere.
A Caserta, oltre la Reggia che tutti conoscono, esistono il Borgo di Casertavecchia, l’Eremo di San Vitaliano a Casola, la Seteria di San Leucio.
Cosa non ti piace.
Caserta potrebbe vivere di turismo ma gli amministratori non lo hanno mai capito.
Cosa vorresti (che non c’è).
Maggiori controlli da parte della Polizia locale, il rispetto delle regole inerenti la vendita di alcolici ai minori.
Un ricordo.
Raccoglievo la frutta per guadagnare il necessario e andarmene in vacanza.
Il momento goloso.
Andare a mangiare a Vaccheria a casa della famiglia di Gianni Marino.
Il ristorante.
Sinceramente non mi sono mai legato ad un unico ristorante, li ho sempre cambiati.
Il “tuo” negozio.
De Lucia Sport tutta la vita. Non lo cambierei con nessuno.
Il rito della domenica.
Guardare il Napoli e la Formula Uno.
Un pensiero libero.
Caserta potrebbe essere un gioiellino, basterebbe avere la volontà di far rispettare le regole, senza scendere a compromessi. La città è dei casertani che meritano sicurezza, serenità, benessere che purtroppo scarseggiano da anni. Sarebbe forse il caso che ritornasse nelle mani di chi veramente ama Caserta che, per tutto ciò che possiede, non è seconda a nessuno.
(Angelo Vitale)