“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. *

Dietro la quinta (dell’Ave Marino)? La fuffa e lo scandalo delle cose non fatte

Oltre sessanta parole, nel pacchetto di deleghe della quinta persona che il sindaco Carlo Marino si mette al fianco nel suo sicuro progetto di portare a conclusione la sua seconda consiliatura. Chi potrà impedirglielo?

La quinta componente della giunta si chiama Anna Papa ed è una docente universitaria. Nelle sue deleghe molta della fuffa che riciccia da anni nelle deleghe assegnate a questo o a quello, ci siamo scordati pure tutti quanti il nome e cognome delle numerose “eccellenze” che hanno attorniato Marino. C’è perfino la delega sulla comunicazione istituzionale, che certo non impedirà alle note stampa preparate per il sindaco di usare tutta quella caterva di maiuscole che il copia&incolla dei giornali deve ogni giorno correggere e che la professoressa Papa dovrebbe sapere sono “sconsigliate” dal ministero della Pubblica amministrazione.

Ma che saranno mai dieci o venti maiuscole rispetto ai “gravi problemi” della città? Stamattina, per chi non se ne fosse accorto, erano chiusi un po’ di sottopassi per allagamenti in giro per la città e anche su arterie “nuovissime” come l’ormai mitico viale Sossietta Scialla. Nessun vertice in Comune, nessun selfie del responsabile della Protezione civile, nessuna nota stampa. Nonostante vigili del fuoco a “occupare” piazza Margherita per cose che – pubbliche o private – mi spiace assai ma il Comune c’entra sempre.

Un fenomeno meteo estremo e imprevedibile? Nemmeno questo, hanno fatto sapere o avuto coraggio di dire. La pioggia, il maltempo, si sa. Ma pure le colpe vergognose racchiuse nella foto che pubblico, scattata sempre a poche centinaia di metri dalla casa di un ex sindaco in via per Tuoro giorni fa. Quanti non puliscono questi tombini ove addirittura cresce l’erba o gli impianti delle griglie di raccolta acqua perché vengono pagati e non lo fanno e quanti dovrebbero controllare il loro operato e non lo fanno dovrebbero sparire da Caserta. Invece sono tutti lì. Consiglieri “fritto misto” di maggioranza e presunta opposizione? Non pervenuti, come sempre.

(Angelo Vitale)