Non ci sono più le zoccole di una volta. Me ne ricordo alcune capaci di lasciare un Suv parcheggiato in terza fila all’incrocio di due strade per accompagnare un pargoletto a scuola e poi farsi due chiacchiere ma anche duecento con una collega lì fuori.
Ora le zoccole appaiono in scatti fotografici degni di finire sulla copertina di una rivista internazionale. E stanotte saranno pure tutte annegate in quel pata pata di acqua che ha messo Caserta sottosopra. E così la “derattizzazione” è stata fatta dal Padreterno, in maniera radicale. Una prece per questa poverina finita oggi pure qui, è una foto davvero suggestiva.
Caro Boccalone – mi rivolgo a te che sei l’indimenticabile anima sarcastica di un consigliere comunale – , ma tu devi far capire alla tua metà che lui, appunto, fa il consigliere comunale e non il fotografo e nemmeno il leoncino da tastiera che deve finire su Facebook e tutti lo applaudono. O lo spernacchiano, ché poi il risultato non cambia. Per capirlo, guardati un po’ di post del sindaco che pigliano cuoricini e smack ma pure tanti sghignazzi e poi lui sta sempre lì a fare il sindaco. Ci siamo capiti?
Caro Boccalone, vedi di farlo ragionare. E decidetevi una volta per tutte. Uno di voi due deve “morire”. Uè, dico per dire, mi hai capito. Non mi riferivo alla morte delle tante zoccole decedute stanotte.
(Angelo Vitale)