“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. *

Raffaele Decide

Il consigliere comunale non si chiama proprio così, ma io mi voglio fidare del quotidiano Il Mattino e quindi da oggi e fino a quando non cambierà sigla politica, lo chiamerò Raffaele Decide.

E cosa decide Raffaele Decide? Per ora, di aspettare una risposta dalla Procura. Della Repubblica? No, quella della Corte dei Conti chiamata ad occuparsi di un parcheggio in via Feudo San Martino. E gli altri parcheggi? Raffaele Decide non ha ancora deciso di farci sapere come stanno messi. Le carte so’ troppe, il Comune non le tira fuori facilmente.

Dura, la vita del consigliere di opposizione di sinistra, alla sinistra di una sinistra inesistente in un’amministrazione di centrosinistra che sembra la riunione del Consiglio dei Docenti di una Università, normale o fosse pure telematica che sia, perché ogni ateneo ha una sua dignità ed è bello ‘a mamma soie. Una giunta che è appoggiata da molti ex di centrodestra, nonché tenuta in vita dal garbo di consiglieri di un centrodestra che presumono di essere opposizione e hanno paura di andarsene a casa.

E la denuncia che aveva subito per aver piantato alberi? Raffaele Decide non ha ancora deciso di approfondire la cosa. O forse lo ha fatto, ma il Comune non tira fuori facilmente le carte. E lo vogliamo ripetere? E lo ripeto, sono dei cattivoni.

E ora? Raffaele Decide ha deciso probabilmente di aspettare a vedere come si mette ‘sta cosa del Polo finanziato dalla Regione. E’ sceso in campo pure quel volpone di Gennaro Oliviero. Basta steccati, ha detto Oliviero. E facciamoglielo fare ‘sto Polo a questi ragazzi, che sono pure bravi. Si saranno messi d’accordo, Oliviero e Marino, a fare il poliziotto buono e il poliziotto cattivo? Raffaele Decide non ha ancora deciso di verificare la cosa.

(Angelo Vitale)