Uno dei miei sfizi (o difetti, vedete voi) è leggere giornali vecchi, usciti giorni e mesi fa. Non è mai tempo perso. Leggo anche giornali di anni fa, come mi è capitato per il ritaglio di un articolo firmato da un amico giornalista che – sì , avete imparato il ritornello – chiamerò Franco perché si chiama Franco, Franco Tontoli. Il quale firmava un po’ di tempo fa un articolo sul “buco” dell’ex 167. Me lo ha spedito un altro amico, che da anni sta raccogliendo appassionatamente la documentazione su questa storia al momento inconclusa, non solo per un cantiere strillato con mille articoli e videointerviste solo un anno fa e neanche partito sul serio. Ma questa ve la racconto un’altra volta, sto aspettando altre carte.
I giornali delle ultime settimane, ovviamente, raccontano dei consiglieri “fritto misto”, più quelli della presunta opposizione che quelli della maggioranza. Poverini, questi ultimi. Che devono dire? Fanno la figura dei fessi, chissà quanto in maniera ignara e non costruita per provare a prendere in giro qualche (e)lettore distratto che li legge sul tavolino a fungo del Bar Tahiti perché non se li va a comprare in edicola. Dicono di non sapere tutto quello che succede e fa un minimo di scalpore, hanno chiesto, stanno chiedendo, chiederanno. Certe volte fanno addirittura i metereologi, parlando del tempo crudele che infastidisce il progresso (del piano Marshall già naufragato).
Cosa scrivono i giornali? Riportano le cose dette, già sapute, quelle già uscite il giorno prima sul web. Sono stanchi. Si sono stancati pure di fare le domande. Anni fa le facevano, avevano grinta, contavano. Stavolta quando le fanno, le devono contrabbandare per interrogativi che rimangono lì, appesi. In attesa che a una docente universitaria che chissà quante volte viene a settimana in Comune e chissà se legge i giornali, arrivino all’orecchio questi interrogativi.
E’ tutta una catena che non si spezza mai. E non ho finito. Ci metto il numero, nel titolo. Mi sa che continuo.
(Angelo Vitale)