“Le domande sono impegnative”. Questa potrebbe essere la spiegazione definitiva di quel (to) nel titolo.
Questa me la segno (e me la conservo). “Ci vuole calma e sangue freddo”, dice una canzone. “E’ davvero una bella scuola, ristrutturata e moderna”, ha detto l’altroieri a Cronache di Caserta la vicesindaca Maria Gabriella Grassia nella scuola De Amicis di corso Giannone. Quella che…. Sì, quella.
Il caso che scoppia. Ieri sera mi sono rivisto in tv il film Spotlight, un bel caso di scuola (di un altro tipo). Fatte le assai debite proporzioni tra Boston e Caserta, è comunque fantascienza per noi poveri lettori di questa città. Scoppia il caso dei beni confiscati e io non ho capito granché sull’intera storia del centro di accoglienza di Vaccheria dall’articolo che ne annunciava lo scoppio ieri su Il Mattino. Un mio sicuro limite. Stamattina ero fiducioso di leggere altro. Nulla. E quindi ho deciso di scriverne io, lo farò (da) domani. Se qualche giovane o anziano lettore vuole farmi sapere qualcosa, sa come rintracciarmi.
L’aritmetica di Palazzo Castropignano. Le aule della scuola di piazza Cavour sono sette ma non bastano, ci vorranno i doppi turni. I certificati di agibilità arriveranno nelle scuole prima del via, ma non si sa quanti sono. Le navette in partenza da via Roma saranno due e a bordo ci saranno assistenti scolastici. Per turbolenze degli alunni ed eventuali infortuni, incrociamo le dita o ci ha pensato qualcuno con una bella polizza assicurativa? Pagata da chi? Queste navette, chi le paga? E questi assistenti chi sono, chi li paga? Inps, Inail, Ispettorato del Lavoro, tutto a posto? O siamo riprecipitati nel vortice del volontariato civile bramoso di selfie?
(Angelo Vitale)