“Un quintale di minchiate”: così una degli indagati dell’inchiesta sui fondi per i migranti definiva privatamente più di due mesi fa il mio sarcasmo su fatti di altra natura che erano stati denunciati pubblicamente con molto clamore – io continuo a considerarli gravi – senza poi procedere ad alcunché.
“La grande truffa”, titolava ieri per primo Cronache di Caserta. Un’inchiesta avviata nel 2019 e pare di capire infilatasi quasi per caso – spero di poter presto saperne di più – nel buco aperto da una denuncia sporta da due immigrati che lavoravano nel Centro sociale Ex Canapificio.
Una truffa non da poco, milionaria. Non la prima di altre scoperte in Italia sul sistema di accoglienza degli immigrati, che hanno scoperchiato l’interesse principalmente economico dietro a quello politico o sociale sbandierati.
“Segui il denaro” era la lezione e il metodo di Giovanni Falcone. Quella che porterà ad una verità giudiziaria. Forse addirittura all’archiviazione, chiarisce oggi Il Mattino. Una verità giudiziaria che gli attivisti del Centro sociale si dicono sicuri di far coincidere con la “verità storica”. “La storia del mondo è il tribunale del mondo” diceva qualcuno, forse caro pure a loro.
E allora, se la giustizia avrà i suoi tempi può procedere senza fretta anche una possibile ricostruzione di una storia che viene da lontano. Episodi che per qualcuno saranno banali e insignificanti. O addirittura, chissà, ancora “minchiate”. I fili, non rossi ma neri, di un’unica storia, andando avanti e indietro nel tempo. La quasi totalità di essi rammentatimi da un amico che non sopporta “sbirri e magistrati”, ma che non sarebbe male diventassero oggetto di approfondimento da parte di “sbirri e magistrati”. Altrimenti, la verità storica diventa troppo di parte per i miei gusti.
Intanto, ci sono subito da far notare due cose. In centinaia di parole per dirsi “sereni”, nessuna per il dovuto rispetto a una suora, Rita Giaretta, che aveva saputo davvero fare scandalo tirando le donne fuori dalle rotte del crimine e facendo impresa sociale sul serio. Andata via da Caserta, quasi improvvisamente, proprio nell’anno del via dell’inchiesta. Oggi coinvolta in uno scandalo giudiziario che non meritava, indagata forse solo per aver firmato carte preparate da altri.
E poi il silenzio su questa storia da parte del vescovo Raffaele Nogaro, nei decenni passati sempre in prima fila al fianco degli immigrati, prima che di quello degli attivisti.
(Angelo Vitale)