“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. *

La “politica” all’ultimo “stadio”

“Chi parla di voti inutili è totalitario e in malafede, i voti inutili possono essere utili se servono ad eleggere qualcuno e questo qualcuno di cui sopra sono io”, diceva Antonio La Trippa/Totò nel film “Gli onorevoli”.

Ci sono voti utili e voti inutili, e di questi c’è tanto tempo ancora per parlarne e scriverne, forse addirittura 30 mesi. E ci sono stadi “utili o inutili”, di questi scriverò un po’ alla fine e di più domani.

Carlo Marino si è autosospeso dal suo partito, che sarebbe formalmente il Pd. Il Mattino, giorni fa, lo ha chiamato Pf, un refuso plasticamente servito a fare sponda al deputato meloniano Marco Cerreto che parla di un partito sostanzialmente “fantasma” per non dire la sua per intero sullo scioglimento dell’amministrazione. Cosa vera, nascosta dietro il garantismo vero o di facciata, le fratture (tre candidati coordinatori cittadini per ciascuna delle parti in causa all’interno di uno sparuto gruppo di tesserati), la vicinanza ad un sindaco che è anche personale, tanto da far scrivere – sempre al Mattino, e senza le virgolette dell’ex consigliere che lo ha sempre sostenuto, Gianni Comunale – che Marino “resta un amico, un sindaco corretto e perbene”.

Parole che, purtroppo per l’amministrazione sciolta, non servono a cancellare i procedimenti penali e i processi in corso, nonché quelli che dovessero eventualmente ed ulteriormente derivare dalla relazione della Commissione d’accesso, qui a Caserta molto più importante delle “carte segrete” di papa Francesco che in questi giorni incuriosiscono tutti.

Scrivere del Pd, riguardo a questa storia, è comunque come sparare sulla Croce Rossa. Anche perché tutti – a partire da quelli che immaginano la prossima creazione di un centrosinistra vero che dovrebbe contare sui partiti e movimenti presenti in Parlamento a Roma in un malandato e ogni volta da più parti maledetto “campo largo” – fingono di ignorare che lo scioglimento dell’amministrazione è stata originata da una doppia inchiesta giudiziaria che ha colpito il ventre molle ma necessario della coalizione che fece eleggere sindaco Carlo Marino, quei Moderati da tempo orfani del “cappello” regionale che parve a tutti esserne guida e coordinamento.

Così non fu, così non è. Quei “moderati” sono pronti a ricandidarsi e a contare, per fare la differenza, non hanno bisogno di essere coordinati, a loro basta mettersi insieme. Chiunque vorrà candidarsi sindaco – pure Carlo Marino, se potesse – dovrà scendere a patti con loro o comunque tenere in conto il loro peso.

Finisco con lo “stadio” che domani il presidente della Casertana Giuseppe D’Agostino tornerà a mettere al centro di una sua conferenza stampa. Sarà interessante accertare quante e quali domande gli verranno fatte e quali risposte D’Agostino darà. Dentro il Conpat scarl al quale sono state cedute le quote di maggioranza per la costruenda opera, mi dice un ex consigliere, c’è un imprenditore da decenni chiacchieratissimo, assai collegato alla “politica” che ha gestito le più recenti amministrazioni comunali, frequentemente coinvolto in inchieste giudiziarie. E’ vero. Sul Conpat e dintorni, però, c’è anche altro da raccontare e sapere, per farsi una più ampia informazione sulle cose. Potrete saperne di più seguendo questo blog. C’è “quello che non leggete altrove”.

(Angelo Vitale)

PS
Mi viene fatto notare, giustamente, che il presidente della Casertana si chiama Giuseppe: ho corretto.

Mi viene pure fatto notare che Marino non potrà ricandidarsi perché il suo secondo mandato, prolungato oltre due anni e 6 mesi, è stato interrotto da una gestione commissariale. E ancora mi viene fatto notare che in ogni caso sarebbe soggetto ad attendere due gradi di giudizio e rimanere esente da una sanzione di incandidabilità affermata da un tribunale. Quindi ho mantenuto nel post il riferimento a lui, essendo al momento, per quanto mi viene raccontato, “giocatore attivo” ai tavoli ove si discute del futuro dell’amministrazione. In uno dei prossimi post tornerò a parlare di queste ipotesi di candidature, a partire da quelle che circolano proprio per la poltrona di primo cittadino di questa disastrata città.