Doveva essere una conferenza stampa per illustrare “gli ultimi dettagli sul fronte del Nuovo Stadio”, così non è stato. Il presidente della Casertana, Giuseppe D’Agostino, si è limitato ad annunciare che il 12 giugno prossimo, non più al Teatro Comunale di Caserta come circolato nei giorni scorsi ma al Crowne Plaza, si svolgerà un “grande evento” in cui sarà presentato il Conpat scarl che ha acquisito le quote di maggioranza della costruenda opera – presenti “Sky, Rai, il presidente Gravina” – e sarà pure annunciato il cronoprogramma del cantiere.
Prima di questo ennesimo annuncio D’Agostino aveva inizialmente titubato riguardo allo stadio (in un passaggio ha detto “Se ci riusciamo….”) poi spingendosi a dire che “a Caserta dovranno venire solo a batterci le mani, siamo gli unici ad essere stati autorizzati a fare uno stadio nuovo, ci saranno 5/600 posti di lavoro, il Comune prenderà soldi dalle attività commerciali”. Circa il Comune ha pure ringraziato “sindaco, assessori e ufficio tecnico” e sull’opera ha invitato la stampa a pazientare: “Ci vorrà il tempo necessario per partire, quindi se pure aspetteremo uno, due, tre o quattro mesi, l’opera verrà fatta. La squadra potrà giocare a Caserta, forse solo negli ultimi 4/5 incontri dovremo scegliere un’altra sede anche se sarebbe stato opportuno sceglierla da subito”.
Suul “nuovo stadio” D’Agostino confida per il futuro della squadra per la quale dice di aver speso “da tifoso” 30 milioni di euro in 8 anni, lamentandosi di non essere mai stato contattato da qualcuno che intenda acquisire la società. Non lo chiama nessuno – ha spiegato – “perché non è remunerativa”. Però con il nuovo stadio nessun sogno sarà impossibile, anche la Serie A o la Serie B. Tutto il contrario di quanto fatto ovunque in Italia. Per esempio, il nuovo stadio del Sassuolo, costruito e pagato dall’allora presidente, non fu realizzato prima che la squadra iniziasse a macinare successi fino ad arrivare in Serie A ma allorquando fu ritenuto indispensabile per svolgervi le partite della massima serie.
Ma D’Agostino non può essere contraddetto in questa sua visione delle cose. In conferenza stampa lo applaudono (o ridono delle sue battute). Per lui nessuna domanda sul Conpat scarl, sui ritardi di un’opera ogni volta preannunciata e poi ritardata, sul misterioso Fondo 10 Stadi di cui non c’è traccia alcuna in Rete (e se non c’è lì, dove potrebbe stare?), sul Fondo Petricca che aveva creduto nell’opera, sull’imprenditore edile Antonio Ciuffarella che aveva promosso il “Modello Caserta” in numerose conferenze stampa organizzate in varie città italiane per provare a costruirvi l’ipotesi di quanto qui con D’Agostino era riuscito a farsi autorizzare dall’amministrazione Marino, ogni volta altrove però poi frequentemente bloccato, snobbato dalle previste cordate locali, dai presidenti delle società di calcio, dagli amministratori comunali.
Il nuovo stadio si farà, ribadisce D’Agostino. E avrà un nome commerciale (viene citata l’Allianz Arena per spiegare la cosa, e nessuno se ne stupisce). Nessuna domanda per lui nemmeno sul Circolo del Tennis ospitato all’interno del Pinto. Però lui, a conferenza stampa ormai conclusa, dice a chi gli si avvicina che “è la priorità”. Quindi presumo che per il 12 giugno – con questa conferenza stampa D’Agostino ha brillantemente rinviato la questione per un altro mese e mezzo – a Gravina, a Sky e alla Rai sarà pure presentata la delocalizzazione del Circolo del Tennis programmata come Dio comanda, quindi con un accordo scritto.
Abbiamo aspettato tutti tanti mesi – un tifoso oggi ricordava di aver visto il plastico del nuovo stadio nel dicembre del 2019 – e quindi anche io posso aspettare per scrivere qualche notizia in più sul Conpat scarl.
(Angelo Vitale)