I giornali tornano a scrivere di movida violenta in centro a Caserta.
Una questione insormontabile e impossibile da risolvere se nemmeno quando c’è scappato il morto è stata invertita la rotta.
Una noia (mortale anche questa), leggere di proteste rinnovate (condite da photo opportunity a certificare “l’esistenza in vita”) e di rinnovate richieste di telecamere ecc ecc.
Chissà che ne pensano (oltre le chiacchiere e i propositi fantasmagorici) quelli che vogliono fare il sindaco (qualcuno, senza neanche avere l’ok della magistratura).
Anche questa, intanto, una vicenda da trascurare perché mancano i soldi? O perché mancano idee e la volontà di invertire la rotta?
Sentite questo piagnisteo.
“La movida è causata da locali che sono stati autorizzati a somministrare alimenti e bevande e che, come a Crans-Montana, fanno ben altro. Sono locali non iscritti a Confesercenti, alle associazioni di categoria. Le associazioni di categoria, attraverso i protocolli con le Prefetture, attraverso la collaborazione con le istituzioni, si comportano bene. Ma fino a quando, se altri locali che non sono controllati adeguatamente gli sfilano il budget?”.
Meno male che chi ha messo nero su bianco questa clamorosa denuncia non si candiderà mai a sindaco.
Clamorosa, perché, nessuno ha commentato queste parole. Clamorosa, perché a nessun magistrato è venuto in mente di volerne sapere di più da chi lo ha detto.
Sapete chi lo ha detto? Daniela Caruso, una dei commissari pagati con i nostri soldi per riportare la legalità a Caserta.
(Angelo Vitale)
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