La città in 10 domande e 10 risposte. E’ il format fortunato di una rubrica copiato dal settimanale di un’altra città.
Comincio con un amico cinquantenne che non vive più a Caserta da un bel po’ di anni. Piccolo imprenditore, ha deciso di andare via per necessità di lavoro e vi ritorna solo per impegni familiari. Mi ha chiesto di non caratterizzare le sue risposte con nome e cognome, per non intrecciare queste battute al lungo elenco di cose degradanti che sto segnalando. Forse serve pure a commentarle senza lacci o pregiudizi, sempre per chi abbia voglia di farlo.
Il luogo del cuore.
Il “centro storico” mancato. Non c’è stata la realizzazione di un progetto, che in qualche modo negli anni passati era stato avanzato.
Posti belli da vedere.
Piazza Commestibili, anche questa è un’occasione mancata. Credo cha a molti ne sia ancora e addirittura sconosciuta la testimonianza.
Cosa non ti piace.
Ogni volta che ritorno qui, mi accorgo che non si è compreso quanto sarebbe utile alla piena fruizione del centro storico nelle ore serali una rapida raccolta dei rifiuti senza aspettare le 24.00.
Cosa vorresti (che non c’è).
Mi ripeto, non vedo attuate le cose ipotizzate negli anni passati per il centro storico. E’ probabilmente saltata l’efficace interazione tra pubblico e privato, che prevedeva anche i bandi che dovevano favorirla.
Un ricordo.
Facile, il basket. Ma anche l’opportunità vissuta da Caserta, per merito di pochi con tanto impegno, per diventare decenni fa la location di una importante promozione della musica allora di moda, con il contributo di molti protagonisti internazionali di quel settore.
Il momento goloso.
La pasticceria Chirico di via Battistessa, per l’aggiornamento sulla qualità dei prodotti.
Il ristorante.
Massa in via Mazzini, ma pure qualunque ristorante che abbia un giardino disponibile. Potrebbe essere il futuro per alcune strade che ne hanno tanti nei cortili interni. A patto, però, di abbattere tutte le vetrine abusive nel centro storico, una bruttura che non si può proprio guardare.
Il “tuo” negozio.
Qui non ne ho di preferiti. Mi pare che Caserta abbia smarrito piano piano la capacità di trasferire nella gestione familiare delle attività commerciali la conoscenza e le competenze delle persone che le avevano fatte nascere.
Il rito della domenica.
Quando sono qui, lo sport nel Parco della Reggia, ma lontano dai posti dove corrono tutti. Poi la lettura dei giornali davanti a un buon caffè in uno dei bar del Parco Gabriella.
Un pensiero libero.
Secondo me e anche per quello che mi viene raccontato, qui la pubblica amministrazione ha perso la capacità di gestirsi e organizzarsi al suo interno. Questo è un declino che minaccia il futuro di un gruppo importante di amministrazioni locali. Una volta c’erano Comuni di una certa importanza, oggi rischiano una rapida declassazione.
(Angelo Vitale)