“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. *

Vicienzo m’è ppate a ‘mme!

Pensatela come volete, al solito. Vicienzo è Vincenzo De Luca, non vi fate film su prossimi candidati sindaci che “tutti vogliono” e “tutti vogliono bruciarli”. Le “relazioni pericolose” già raccontate da “Miseria e nobiltà” sono quelle del sindaco Carlo Marino con il Governatore, che lo ha convocato per domattina alle 12 a Napoli. Vero o falso? Lo avrebbe fatto sapere lo stesso entourage del sindaco a un po’ di persone, non voglio nemmeno sapere perché.

Un ennesimo vertice per drenare risorse milionarie? Può essere. Un confronto affettuoso sui temi della giustizia che insidia le “buonissime pratiche” di chi amministra la Campania e Caserta? Può essere. Un riconteggio delle firme raccolte tra Napoli, Salerno e Caserta per il referendum sull’autonomia differenziata? Non può essere, non può essere.

Mo’ che ci penso. E se Vicienzo, che ci è venuto un paio di volte, vorrebbe guardare negli occhi Carlo Marino per chiedergli: “Ma, benedetto il mio Carlo, perché ti sei buttato a capofitto in questa bufala gigantesca del “nuovo Pinto” che non sorgerà nemmeno se io mi appiccico altre cento volte a favore di telecamere con Giorgia Meloni?”. Non può essere, non può essere.

L’unica bufala di cui discuterebbe De Luca è quella salernitana dal cui latte si produce una mozzarella totalmente diversa da quella casertana. E di questo non parlerebbe certo con Marino.

Forse De Luca e Marino potrebbero ragionare in Regione di altri formaggi. Se qualcuno me ne darà notizia, vi farò sapere.

(Angelo Vitale)