“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. *

Donato suona la tromba: 10 risposte su Caserta

Donato suona la tromba. Mi sono ricordato subito questo quando mi ha contattato dopo un po’ di anni Donato Riello, scrivendomi di seguire questo blog. Il tempo di un possibile caffè con lui è durato 4 ore.

Donato ha 30 anni. Io l’ho conosciuto anni fa come giornalista de Il Mattino ma gli ultimi 6 anni, docente di lettere, li ha passati a Prato e Torino. Da quest’anno insegnerà in due scuole superiori della nostra città. E vuole pure fare la sua parte per Caserta, fosse pure l’80millesima parte del totale indispensabile: “Se ci provassero tutti i suoi abitanti, vivremmo meglio”. Una cosa di cui va orgoglioso è la fondazione de Il Ritrovo del lettore, un circolo letterario che continua ad essere attivo. La sua passione è l’educazione alla lettura, una delle cose di cui abbiamo parlato in quelle 4 ore: se ci riesce, proveremo a organizzare qualcosa insieme.

Ecco le sue 10 risposte. Prima di lui sono venute quelle di un anonimo piccolo imprenditore ormai residente fuori Caserta. Dopo quelle di Donato, pubblicherò domani le risposte di Gianfranco Paglia.

Luogo del cuore.
Via San Carlo, tra piazza Duomo e via Colombo. Da bambino era la mia preferita. Non so il motivo, forse perché era una delle poche strade senza macchine.

Posti belli da vedere.
Una passeggiata tra le frazioni pedemontane per apprezzare i colli tifatini. Mezzano, Puccianiello, Casolla, Staturano, Santa Barbara, Tuoro e ritorno. Un anello di una bellezza straordinaria, rovinato da trascuratezza, inciviltà e avidità.

Cosa non ti piace.
La mancanza di cura per la cosa pubblica. Il totale disinteresse per ciò che è di tutti. La mancanza di senso dello Stato.

Cosa vorresti (che non c’è).
Una biblioteca vera, con servizi decenti, che non si limiti ad essere un luogo in cui studiare e socializzare quando si è universitari, ma che ci accompagni per tutta la vita. Per crescere sempre, ogni giorno.

Un ricordo.
La meraviglia di vedere da ragazzino l’aula consiliare del comune di Caserta, all’inizio degli anni duemila, probabilmente appena rifatta. Non ricordo che occasione fosse, ma mi colpì molto quella sala così estranea alla bruttezza del palazzo in cui si trovava.

Il momento goloso.
Il gelato in piazza Cattaneo, dopo la visita dal dentista.

Il ristorante.
Una pizzeria, una qualsiasi: a Caserta si cade, quasi sempre, in piedi. Almeno su questo.

Il “tuo” negozio.
La libreria di Corso Trieste, grazie alla quale ho costruito la mia biblioteca personale. Sarà anche di catena, ma mi ha sempre trasmesso aria di casa.

Il rito della domenica.
La banda musicale. Una delle cose più belle che esistano. L’essenza della festa. Per me patrimonio immateriale dell’umanità.

Un pensiero libero.
Trasformare un luogo è difficile. Immaginarlo migliore è possibile. Provare a cambiarlo è ineludibile.

(Angelo Vitale)