“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. *

“Dio è morto, Marx è morto e neanche io mi sento tanto bene”

Come stanno i consiglieri comunali di maggioranza e opposizione dell’amministrazione appena sciolta? Alcuni continuano a ridacchiare e a darsela di gomito, specialmente se si riuniscono tra di loro alla rinfusa come se nulla fosse accaduto, confondendo alla grande un concetto anche importante che solo un paio di loro – o forse la metà di un paio – hanno provato mai a sillabare nella loro vita. Quando fanno così, si sentono al sicuro, sono nel loro humus, si sentono “vivi”. Poi, li prendi uno per uno e fanno i “pensosi”, i “contriti”, i “poveri noi”.

In generale, sono tutti preoccupati (tutti, anche quelli che lo negano) di ciò che sarà coperto da “omissis” nella relazione della Commissione d’accesso che finirà in tribunale. Se davvero ci saranno “omissis” non potranno che riguardare loro, le stanze che hanno frequentato a Caserta e fuori Caserta, ciò che loro in maniera spericolata chiamavano e chiamano “confronto” e “dialogo”. Lo sapevano, lo hanno sempre saputo, che era spericolato, ma non hanno mai saputo fare politica in modo diverso da come l’hanno fatta. Anche gli ultimi arrivati, giovani e meno giovani, considerano ancora oggi – oggi, ieri, ieri l’altro, dopo lo scioglimento e nei giorni immediatamente precedenti – bypassare le procedure cui si sottopongono decine di migliaia di cittadini (anche solo per ottenere un certificato) un loro diritto e addirittura un loro dovere, se ne beneficia qualcuno dei casertani che ancora li votano.

Oggi Il Mattino scrive di due consiglieri di opposizione, Maurizio Del Rosso e Pasquale Napoletano.

Il primo sta da giorni provando a saperne di più sulle nomine nel Distretto che si occupa delle politiche sociali. Un grosso scandalo, il fatto che una prima richiesta di accesso agli atti di Del Rosso sia stata inevasa. La prefetta Scolamiero potrebbe cominciare ad accertare perché è successo questo e a farlo sapere ai casertani. Ma lo stesso Mattino scrive che i commissari parleranno solo con chi è “titolato”, sembra di essere tornati improvvisamente al Medioevo: i casertani sono “titolati” a sapere qualcosa o no?

Il secondo ha scritto una lettera aperta ai commissari offrendo collaborazione per approfondire tutti i dossier rimasti aperti in Comune. A naso, dico che Napoletano con questa mossa è di sicuro diventato il più “simpatico” ex consigliere per la terna guidata da Scolamiero.

Regalo ad entrambi un suggerimento che sicuramente trascureranno: perché non spiegano ai casertani come si fa ad avanzare in Comune una richiesta di accesso agli atti in prima persona? E’ il primissimo millimetro del primo gradino da salire per diventare cittadini, senza essere soltanto gente che si sfoga sui social o si avvelena ai tavolini di un bar.

(Angelo Vitale)