“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. *

I prossimi assessori, le vacanze della politica e don Antonello prossimo sindaco

La settimana non è cominciata bene. Ed era finita peggio ieri sera con l’ennesima telefonata di un inferocito Vanvitelli. Più tardi vi racconto.

Le parole contano davvero? Le metto tra virgolette, così ci pensiamo bene tutti. Io credo di sì, ma spesso mi accorgo di farlo in solitudine. I social insidiano ormai da un decennio i telegiornali nei modi di fruizione dell’informazione ma i giornali, buoni terzi in questa “classifica”, non sembrano curarsene. Leggo Il Mattino e poi vado a prendere il vocabolario per controllare cosa significhi veramente “calendario” e “cronoprogramma”. Il quotidiano scrive del “piano Marshall” del verde chiamandolo “cura” che c’è ma “non si vede”. Quello era il “trucco”, che poi qui è la stessa cosa, amara constatazione. Un titolo fatto apposta? Il Mattino cita poi un “calendario” degli “interventi” che è stato “concordato”. Da chi e con chi? Non si sa. Da settimane la “comunicazione” del Comune ha annunciato questo “cronoprogramma” ma nessuno ne conosce il contenuto. Solo io mi sono accorto di questo “buco nero”?

Le “vacanze” della “politica”. Il consigliere meloniano Pasquale Napoletano si è stufato di chiedere conto delle cose che non vanno e se n’è andato a Parigi a vedere le Olimpiadi. Mentre il leghista Maurizio Del Rosso non trova altra strada che invocare l’aiuto della Chiesa per pulire un’area a San Clemente. Lo fa rivolgendosi a don Antonello Giannotti, che un amico giornalista vedrebbe bene come prossimo “sindaco” di Caserta, per ridere ma anche sul serio, considerata l’impronta “cantieristica” e “concreta” con la quale Antonello accelera ogni sua iniziativa. Un pensierino simile lo sto cominciando a fare pure io.

La giunta azzerata, i “papabili”. Continuano le “consultazioni”, anche interne alle costole piccole e grandi di questo piccolo grande “scheletro” uscito finalmente dall’armadio. Mi scrive una persona inserita dai giornali nella “rosa dei papabili”: “Fai troppe metafore, non riesco a seguirle”. Ha ragione. Parliamo chiaro a proposito di qualcuno di essi, allora. Lasciate stare Lucia Esposito: non accetterà mai di entrare nella prossima giunta Marino, segnatevelo.

Il “malaffare”. La persona “nominata” dai giornali è pure “fortemente” preoccupata della puzza di “malaffare” rivelata da inchieste e corollari antimafia vari. Fa bene. Ma le 9 poltrone della Sala Giunta fanno gola a molti, anche perché significano “denaro” contante per migliaia di euro di stipendio mensile. Poi, vuoi mettere la soddisfazione di sentirsi chiamare al telefono dai giornalisti pure se ogni giorno non ti occupi che di “indurimento dell’acqua”? Che “orgasmo”! E’ come la corsa del Musichiere, per chi sa cosa sia.

(Angelo Vitale)