“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. *

Carlo Marino: la memoria del pesce rosso

L’avete visto lo spot di Stefano De Martino che lancia la prossima edizione di “Affari tuoi”? Sicuramente glielo ha scritto Riccardo Cassini, uno dei suoi autori, uno bravo. Se non lo avete visto, non potete capire il titolo di questo post. E se volete continuare a leggere, levatevi dal sole (il post è lungo).

In ogni caso, voglio dire, è da combattere il pensiero di chi ritiene che la memoria del pesce rosso duri 3 secondi.

Arriva la Commissione d’accesso al Comune di Caserta, allora. Il Mattino online annuncia addirittura gli 007.

I quali però – ricordatevi bene questo dettaglio, vi servirà a giudicare i fatti nei prossimi mesi – stanno in ferie, arriveranno a Caserta non prima di settembre. “Agenti segreti” del ministero dell’Interno che sono chiamati a mettersi alla caccia dei misfatti di Massimiliano Marzo e Emiliano Casale e poi dicono a Matteo Piantedosi: “Minì, aspetta nu mumente, che aggia spalmà ‘a crema solare a mugliereme….”. “Mi vien che ridere”, diceva il grande Lando Buzzanca.

Carlo Marino è incazzatissimo. Non lo sapeva. Se lo sapeva, lo nasconde benissimo (e non me ne meraviglierei). Se non lo sapeva, in un solo giorno sta messo abbastanza male, perché già da Napoli arrivano altre possibili nubi: mi raccontano che Gaetano Manfredi “scalpiterebbe” (un ossimoro, se lo avete mai sentito parlare) sotto la sede dell’Anci Campania.

Se Marino non lo sapeva, si è interrotto il telefono con i fili lanciato da Palazzo Castropignano oltre la piazza. Ahi, ahi….

Ma insomma, lo sapeva o no, Marino sta incazzato. Prende il cellulare, mette da parte il suo Ufficio Comunicazione e comincia a scrivere su Facebook. Conosco la sua “scrittura creativa” che va all’osso delle cose e se ne frega della punteggiatura e pure di indicare come si deve la “Vicchiarella nostra”.

Marino scarica Marzo e Casale (forse non vedeva l’ora) e li ripiazza, come in un Catalogo Panini, nella squadra dove sono sempre stati. Qualcuno mi scrive: Se ne accorge ora? Io rispondo: Marino fa il suo mestiere.

E’ “un ragazzo di borgata” come Mimmo Maietta e Donato Aspromonte. E ne ha di cose da contestare al “parlamentare leghista” che avrebbe compulsato il Viminale. Ha solo cominciato.

Marzo e Casale stavano con te intorno ad una piscina nel 2021, scrive Marino in buona sostanza a Gianpiero Zinzi. Fatemi fare la sintesi della “scrittura creativa” del sindaco. Subito, invece di guardare la luna, guardiamo tutti il dito. Quale piscina? Quella del centro sportivo di Casale?

Ma che me ne frega? Io non so neanche se Casale in quel posto paga la Tari su tutta la superficie. Forse non lo sa nessuno, nemmeno la Publiservizi.

Sto divagando, mannaggia. Insomma, Marino ha “digerito” Marzo e Casale e li sputa nel piatto di Zinzi: E’ tutta roba vostra, piangetevela tra di voi. Io sono alle prese con il rimpasto della giunta, tra poco se continuano a fumarmi le orecchie troverò perfino il modo di spiegare a un “genitore” che mo’ basta co’ ‘sto fatto della “figlia”, ché non se ne può più. Devo rispondere a Schlein, Camusso e Misiani. Devo mettere un punto con i Pd separati in casa. Devo battezzare la nascita di non so quanti nuovi gruppi consiliari. La Commissione d’accesso è benvenuta, si prenda tutte le carte che vuole. Io però, vi avviso, staccherò tutti i condizionatori e vi ricordo che anche settembre sarà caldissimo. Li stacco pure nella stanza mia e di quel dirigente comunale che ci tiene dentro perfino il frigorifero e ogni volta si chiude a chiave e nessuno sa cosa sta facendo.

Marino chiude il suo lungo post Facebook parlando dei suoi affetti e della sua famiglia. Meno male, l’incazzatura gli fa bene. E qui sono serissimo, non sto scherzando.

Mi fermo. Avete già capito, non vi servivo io: la questione è da piangere e da ridere insieme, è strana la piega che sta prendendo la vicenda degli arresti. E delle indagini, non ce le scordiamo mai.

Una cosa però sembrerebbe certa. Carlo Marino dice di volersi impegnare in una “operazione verità”. Io non gli metto il like, ma la cosa è interessante, se non si ferma a Facebook e ad oggi. Oltre l’ombra del malaffare, potrebbe servire a finirla una volta per tutte con le “porte girevoli” infilate da consiglieri comunali che hanno superato da tempo la soglia della decenza. Marino se ne vuole fare alfiere?

Ma da dove cominciamo, dopo essercela presa con Gianpiero Zinzi su Facebook? Qui, tra tutti i casertani, lo vogliono sapere innanzitutto i consiglieri “di maggioranza” quasi tutti già transitati e soggiornanti nel centrodestra.

Andate a farvi una doccia. Il pomeriggio è ancora lungo. Sta per chiamarmi un architetto, ma non è Luigi Vanvitelli. Una chiamata da un numero fisso con prefisso 06.

(Angelo Vitale)

P.S.
Ho cancellato un precedente passaggio del post che conteneva un mio errore: avevo scritto, sbagliando a ricordare, che i Moderati appoggiarono il centrosinistra solo nel ballottaggio. L’errore era mio, non del quotidiano con il quale mi scuso.


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