“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. *

“L’ha detto Giorgia”. Ma non farmi ridere

“Shhhhh, l’ha detto Giorgia, ha telefonato a Giovanna…”. E finitela, a chiamare per nome chi non avete nemmeno mai visto da lontano. Mi riferisco alla premier, ovviamente, perché qualcuno a Caserta la senatrice di Fratelli d’Italia che di cognome fa Petrenga di sicuro la incontra. Il mio interlocutore sta al mare a Gaeta ma, evidentemente, si annoia e vuole straparlare.

Non ci credo, ma ve lo racconto. Basta che non tiriate in ballo un’altra volta Mina e Cocciante.

“Giorgia ha indicato a Giovanna quale deve essere il nome sul quale fare barricate a Caserta con la Lega quando si dovrà scegliere il candidato sindaco. Shhhh, Giorgia ne ha parlato pure con Matteo, che è andato a trovarla a Ceglie, in masseria”.

Sì, e poi hanno pure telefonato a Zelensky. Così, tanto per condividere la scelta sul piano internazionale. Non farmi ridere, ti prego. E quale sarebbe ‘sto nome? Fai una cosa, dimmelo. Così lo scrivo ai miei 2/3 lettori e lo bruciamo, facendo pure io e te questo disgraziato giochetto tutto casertano delle indiscrezioni avvelenate e create ad arte per confondere “il popolo”. Così impari a fare il buffone. Tu questo vuoi, io ti accontento.

“Shhhh, il nome è quello di Pietro Riello. Tu lo sai che è un nome perfettamente spendibile. E’ un professionista. Sa amministrare, sa come muoversi, sa come ingraziarsi gli elettori moderati”.

Senti, io non so che dirti. Non ti offendere, ma sto facendo la conta di tutti quelli che sui social hanno commentato (vivacemente) l’ultimo duello per finta tra il sindaco e il presidente della Casertana. A occhio mi sembrano più numerosi di quelli che stasera si mettono a discutere ‘sta cosa.

(Angelo Vitale)