“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. *

“Aria fritta” dal Comune, ci vuole l’Asl. E pure la Guida al linguaggio della PA

Poi ce la pigliamo con l’Asl Caserta, smemorata su tante cose. Invece oggi, è bastato che da Palazzo Castropignano partissero 3 frasi e 4 paragrafi. In tutto 168 parole, compreso il titolo, per 46 secondi di lettura. Gli ispettori ecologici non ci hanno pensato nemmeno un minuto di più e sono andati in Comune a sequestrare l’aspiratore di tutta “l’aria fritta” emessa oggi per dire agli oltre 80mila casertani che vivono in questa città che il sindaco Carlo Marino ha incontrato tre dei suoi nuovi assessori e che il quarto lo vedrà domani.

L’aspiratore non era “omologato”, pare. Un vizietto abituale tutto casertano, solo a ricordarsi le telecamere del “vecchio” stadio Pinto che hanno tenuto fuori dalle tribune gli ultras antifascisti rossoblu. Un vizietto da stigmatizzare anche per l’inveterata abitudine di usare le maiuscole a go go per sindaco, assessori, eccetera eccetera, con quei poveri giornalisti di quotidiani e siti web che si devono mettere a correggere i comunicati stampa parola per parola. Una faticaccia.

Perché non si usano. E non lo dico io, lo dice la Guida al linguaggio della pubblica amministrazione. Poi, certo, uno può scrivere come vuole, per carità, non arriverà certo pure per questo la Procura della Corte dei Conti in Comune. Per oggi, nella mia “irrealistica” cronaca, è bastata l’Asl.

Scrivete come volete, per carità, e come vi chiedono di scrivere. Lo riconosce pure la Treccani: nel linguaggio burocratico l’uso delle maiuscole serve a indicare che lo si fa per “reverenza”. Stiamo sempre in Italia.

(Angelo Vitale)