Siamo tutti “sgomenti”, come l’Anci Campania attaccata da alcuni pezzi sparsi di Fratelli d’Italia. Sgomenti per finta come Natolia, che forse uno sui miei 2/3 lettori si può ricordare, se ha la mia età e si guardava Mai dire gol.
Caserta tiene una palpebra abbassata, con elegante sobrietà e studiata noncuranza, immersa totalmente in quella che io definisco “melassa”, che avvolge e nutre.
Il trampolino. Ma che è l’Anci Campania? Quanti degli 80mila casertani lo sanno? La presiede Carlo Marino, a suo tempo eletto pure da centrodestra e 5Stelle sparsi, riunisce tutti i sindaci della regione e in qualche lettura “intelligente” della mossa fatta da Marino doveva o poteva essere il suo trampolino per andare altrove dopo la sua seconda sindacatura. Un altrove divenuto assai ampio dopo gli ultimi anni e le ultime vicende. Ma passiamo avanti, l’ho capito che l’Anci Campania non vi attizza proprio.
Scajola. Ve lo ricordate il ministro che era proprietario di una casa “a sua insaputa”? Io mi ero preso giorni fa, “a mia insaputa”, un caffè con chi sarebbe l’estensore, il coautore o il suggeritore o “lo sa solo lui cosa” della lettera di dimissioni di Annamaria Sadutto. Ma chi è Sadutto? Ah, okay, è una ex assessora. Passiamo avanti, neanche ‘sta cosa vi attizza. E non ve la pigliate con me. Io non sono Scajola. Se dico “a mia insaputa”, veramente non lo sapevo. Ringrazio l’amico che mi ha aperto gli occhi e me lo ha detto.
Poika, stadion ei ole talo. Il Mattino mi avverte che la Casertana parla finlandese per l’arrivo di un esterno offensivo e che “il nodo” resta il centravanti. Ehhhhh, hai voglia quanti nodi ha il presidente D’Agostino, oltre il centravanti! Mancano otto giorni alla partita con la Juventus in casa, per esempio. E non si sa ancora se ‘ste benedette telecamere tengono il “bollino blu” come le banane. Pericoloso paragone frutticolo, senza scomodare Alberto Sordi e Monica Vitti. “Poika, stadion ei ole talo”, ha ripetuto come in un mantra D’Agostino al calciatore esterno offensivo finlandese appena acquistato. “Presidèèèèèèè – gli ha risposto Salomaa, dimostrando un italiano tagliente, a metà tra il marcianisano e il pugliese imparato a Lecce, pur facendo un po’ di complessiva confusione geografica – io so’ guaglione e d’accordo, ma nun me può ripèèèèèèètere pure a mme sta cantilena ru Pinto che nunn’è ‘na villetta! Si Caserta tenessse lu mere, sarebbe na piccola Bere. E bbbasta parlà di “intoppi” come fa lu sindeche Marino per altre còòòòse, ma li sorde arò stenne pe’ lu nuove stadie….?”. Ci tornerò, ve lo prometto.
Il banco. Due miei altalenanti lettori anni fa, in occasione delle feste natalizie, se lo giocavano insieme, a baccarà. Altri tempi, che non torneranno più. Quello di oggi appartiene agli alunni della Lombardo Radice di via Roma che non sanno dove faranno scuola quest’anno. Il Tar Campania continua a vincere contro l’amministrazione Marino, che fino a qualche settimana fa aveva “caricato a molla” l’allora assessore Enzo Battarra. Un giorno sì e l’altro pure annunciava che il dirigente stava “sondando” i privati, per trovare un locale degno al posto della scuola da abbattere. Non ci credete? Pensate che la barzelletta me la sia inventata? Sbagliate.
I selfie. Mi mancano, lo dico sinceramente e senza ironia, quelli di Massimiliano Marzo con il casco giallo per strada che tanto lo facevano contento. Mi sono fatto una pancia di quelli del sindaco con coloro che riceve in Comune. Ha fatto bene un cittadino su Facebook a notare che Marino non si è fatto selfie con la Commissione d’accesso cui comunque ha dato su Cronache di Caserta il suo caloroso benvenuto. Come mai? Chi non se l’è voluta fare ‘sta fotografia? Lui o loro? Lo può sapere solo Natolia.
(Angelo Vitale)