“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. *

La musica (non) è finita

Questa storia dei concerti nella piazza di fronte alla Reggia non è ancora finita, ma finirà e verrà archiviata presto. i casertani sono facili a dimenticare.

Sono successe un po’ di cose, alcune la ripetizione di altre già accadute in passato, altre nuove ma solo per modo di dire e quindi noiose, altre nuovissime, altre solo chiacchierate ma non c’è prova che possano essere accadute o ancora in corso.

I concerti. Annunciati dal Comune di Caserta in pompa magna mesi fa perfino sulla pagina Facebook istituzionale. Promossi e organizzati da Massimo Vecchione, nel frattempo finito nella proposta di interdittiva antimafia per l’assessore Massimiliano Marzo. Concerti oggi scomparsi dalla pagina Facebook istituzionale del Comune di Caserta. Perché mai? Non è più un’iniziativa magnifica?

Caserta turistica. Un ossimoro. Ma Il Mattino se ne è innamorato. Caserta è pronta, operatori contenti, piano perfetto già pronto. Poi, stamattina, la munnezza in un po’ di fotografie. Caserta non era pronta. Prevedesi prossima giaculatoria con operatori commerciali e turistici con fotina pensosa e una caterva di “serve questo” e “serve quello”.

I soldi/1. Ne sono girati tanti. Per il Demanio, e i consiglieri “fritto misto” di maggioranza e presunta opposizione non ne sanno nulla. Camerini ubicati a decine e decine di metri dal palco, nel cortile della Reggia. Sarà una nuova tecnica gestionale degli eventi che mi è oscura.

I soldi/2. I biglietti costano. E quindi generano soldi. Quelli gratuiti, se ci sono, servono a fare “pubbliche relazioni”, ad ogni latitudine della Terra. Non posso credere che davvero stia accadendo che, a qualche titolo, se ne stia occupando (pure) un ex assessore della precedente giunta Marino. Ma non me ne meraviglierei, se fosse vero. Dopo aver visto le foto del sosia del sindaco Carlo Marino che si è messo la fascia tricolore al contrario davanti a due sposi giorni fa, io non mi meraviglio neanche se un’astronave marziana va a finire in una voragine del basolato di via San Carlo.

Che barba, che noia. Ci vorrebbero loro, Sandra Mondaini e Raimondo Vianello. Si annoierebbero pure a sapere che – divago, divago – il centro sociale dell’Ex Canapificio e il Comitato Città Viva che fanno fuoco e fiamme contro l’amministrazione Marino per il “meraviglioso” progetto di Air Campania hanno collaborato al festival organizzato nella ridente frazione in cui è nato il sindaco. La melassa è come Blob.

(Angelo Vitale)