“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. *

L’era della pompiera comincia qui

Dicesi “era” un “periodo di tempo caratterizzato da un fenomeno storico di vasta importanza, il cui inizio è spesso assunto come punto di riferimento per la numerazione successiva degli anni”. Per Il Mattino, che ci ha abituato negli ultimi anni ad una informazione insolita se non altamente paradossale su questa città, è quella iniziata in Comune con l’arrivo dei tre commissari, guidata da una prefetta (Antonella Scolamiero) che finora al Viminale si occupava dei vigili del fuoco.

Le notizie erano poche. E Il Mattino è arrivato a scrivere, citando il prossimo ricorso di Marino (e il futuro ricorso di Donato Aspromonte al ricorso di Marino) che “tutto questo sarà dimenticato, passato, superato”. Sembra il bellissimo e indimenticabile monologo finale del replicante morente di Blade Runner: “E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia”.

Non depongo molte aspettative nelle risposte che questi tre commissari potranno dare ai casertani sulle molteplici “fiamme” dentro o “al largo dei bastioni” di Caserta che finora sono state accese e mai spiegate.

Si potrebbe cominciare con il dare definitiva trasparenza al gravissimo pasticcio del parcheggio Pollio dove ora anche un tribunale richiama le inadempienze dei dirigenti comunali. Sono gli stessi che si sono riuniti ieri con i tre commissari? Cosa prevede di fare la terna commissariale con questi inamovibili inadempienti? Speriamo che non dicano solo che devono studiare le carte e poi le rimettano nei cassetti.

Il rosario delle domande potrà continuare incessante, da oggi. Cosa prevede di fare la terna commissariale con questo altro pasticcio del “nuovo stadio” per il quale la Casertana ha preannunciato un “grande evento” in cui sarà “svelata” la data del cantiere che deve “abbattere e ricostruire” il Pinto, dimenticando – per esempio – che lì dentro c’è un Circolo del Tennis che non se andrà neanche se lo prendono a cannonate? Tirerà fuori tutte le carte che finora l’amministrazione Marino aveva tenuto nei cassetti? La prefetta presenzierà a questo “grande evento” della Casertana come aveva fatto il sindaco in occasione di ogni “storica” firma delle carte di Caserta Stadium?

E cosa farà la terna commissariale quando tutti, ma proprio tutti, potranno leggersi le carte della relazione della Commissione d’accesso che ha portato allo scioglimento dell’amministrazione Marino? Dentro c’è di tutto e di più, non solo quello che fece azzerare la penultima giunta Marino.

Dopo averle lette, sarà difficile organizzare reunion con la scusa del padel. O cene come quelle degli ultimi mesi, frequentate trasversalmente dal “centrosinistra” e dal “centrodestra”.

(Angelo Vitale)