“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. *

Le misteriose inchieste della commissaria Camusso

Auguri anticipati a Susanna Camusso per il suo 69esimo compleanno, che festeggerà il prossimo 14 agosto. Dall’anno scorso la senatrice ed ex segretaria della Cgil è commissaria del Pd a Caserta. Non si sa se abbia mai assistito ad un Consiglio comunale di questa città, difficilissimo rintracciare sue dichiarazioni sulle sorti del suo partito in questa amministrazione che uno dei suoi consiglieri, Matteo Donisi, esita a definire “di centrosinistra”. Un partito nelle ultime elezioni locali “doppiato” dai “Moderati” che hanno eletto sette consiglieri, primi dei quali quelli diventati vicesindaco e assessore “pesantissimo” del sindaco Carlo Marino, Emiliano Casale e Massimiliano Marzo. Quest’ultimo arrestato e poi rimesso in libertà in un’inchiesta che ha indagato pure l’altro. I giornali nazionali hanno scritto, leggendolo nell’ordinanza del Gip, che Caserta fa rima con “voti a 50 euro”, oltre che con “corruzione”. Ha fatto prima la magistratura a fare un’inchiesta. Quella di Camusso che doveva combattere il “deluchismo” a Caserta, e quindi presumibilmente pure i capibastone locali, chissà dove è finita. “Deluchismo” in “salsa Mariniana”, poi: nessuna spassosa diretta Facebook ogni venerdì come il governatore campano, solo “banale” e più terrena “gestione del territorio”, come in parte dice la Treccani.

Susanna Camusso dovrebbe oggi “battezzare” un accordo interno al Pd, che “accordo” invece non ha. Un suo consigliere, Andrea Boccagna, disse in Aula che il Pd di cui aveva parlato Donisi era diverso dal Pd “consiliare” che invece approvava il Bilancio. Giorni prima un’assemblea del partito aveva bocciato il sindaco e la sua gestione.

Camusso dovrebbe ora “sancire” il proposito – espresso da chi, con quali forme e quando? – di prendersi l’assessorato alle Politiche sociali nel prossimo rimpasto. Eppure, non si rintracciano argomentate e approfondite disamine, in casa Pd, sull’operato dell’assessore che ora se ne occupa, Antonio De Lucia. Ha sbagliato “quaccheccosa” e i casertani non lo sanno?

Le Politiche sociali sono il settore che, nel Comune, non ha quasi più dipendenti, del quale nessuno riesce a conoscere completamente come si spendono le risorse disponibili (qualche anno fa, nell’Ambito che lo sovraordina erano, pare, disponibili fondi per oltre un milione di euro) e che, per un errore poi pare addossato a un dipendente, giorni fa ha pure sospeso uno degli ultimi “servizi essenziali” che prova a garantire, senza che il dirigente che aveva disposto questo blocco abbia sentito la necessità di scusarsene. Non sarà un caso, in questa bramosia delle Politiche sociali, che un altro dei consiglieri Pd, Gianni Comunale si era detto giorni fa entusiasta dell’idea di una prossima Agenzia che gestisca il tutto. Sarà sicuramente d’accordo pure il suo collega Boccagna, da decenni “attento” alle dinamiche di gestione delle politiche sociali comunali e di Ambito. Un’Agenzia significa innanzitutto poltrone e incarichi, vedremo se il prossimo “buon governo” la farà e chi ne manovrerà le caselle.

Non si sa come la pensino precisamente di tutta questa storia gli altri due consiglieri, Matteo Donisi e Roberta Greco. Hanno sempre e incrollabilmente confidato in Camusso, affinché intervenisse sull’amministrazione Marino. Dal “summit” di oggi dovrebbe uscire la quadra. Oltre a qualche immaginifica dichiarazione congiunta di una svolta, chissà se accompagnata dall’analisi particolareggiata dei guasti che la imporrebbero.

Nel pomeriggio del 28 febbraio scorso, Susanna Camusso fu intervistata nel corso di un talk Sky. Su Caserta, sulle vicende del Pd e del Comune capoluogo? No, sulle strategie di Stellantis. “Cerco il lavoro che costa meno”, disse sette anni fa. Una sua previsione sull’impegno che avrebbe prestato per il Pd di Caserta? No, era una colpa che addossava al pensiero delle imprese italiane. “Non siamo state zitte”, disse nel 2011. Anche qui la lettura nel futuro, immaginando una sua dichiarazione congiunta con Roberta Greco sulle malefatte degli assessori chiacchierati a Caserta? No, la rivendicazione delle donne in piazza a Roma contro Silvio Berlusconi. Dovremo aspettare all’infinito, per leggere una delle misteriose inchieste della commissaria Camusso?

(Angelo Vitale)

Susanna Camusso nel talk Sky il 28 febbraio 2024