Il presidente Riccardo Ventre ha scritto al sindaco Carlo Marino, rifiutando garbatamente l’offerta di entrare in giunta offertagli dal sindaco, cui conferma “simpatia”.
Ho avuto modo di leggere questa lettera e non la ripubblico integralmente, se ne occuperanno sicuramente tra poco i siti web e domani la stampa cartacea.
Ventre scrive, non in forma ipotetica o dubitativa, che alla vicenda che ha portato agli arresti e alle indagini su Massimiliano Marzo ed Emiliano Casale “stanno per aggiungersi altre vicende, ad aggravare, se è possibile, un quadro già di per sé complicato”. Non chiarisce, ovviamente, se si riferisce al possibile arrivo della Commissione d’accesso o ad altro.
Poi stigmatizza “la posizione di alcune frange della maggioranza, intenzionate a ridurre il concetto di rinnovamento ad una piccola strategia di bottega”. Un’accusa non da poco, anche se non circostanziata.
Più esplicito il passaggio in cui si dice indisponibile a fare da “coperchio” a quanto si sta acconciando nelle premesse di questa operazione di “rimpasto”.
Pesantissima la chiusa. “Preferisco non intervenire sui fatti – scrive in buona sostanza – ma posso farlo, spiegando meglio ciò che accade”. Infatti conclude così: “Se dovessi avvertire la necessità morale di esporre in maniera chiara e circostanziata ciò che ritengo stia accadendo, in prospettiva del “nuovo corso” che parte della maggioranza le chiede, laddove, mi auguro non glielo imponga, non avrò la minima difficoltà a parlare”.
(Angelo Vitale)
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