Poche, rapide e brutali righe di un amico servono a leggere la “nuova” giunta Marino in maniera oggettiva, anche mettendo di lato il “gioco delle parti” che muovono un paio di consiglieri comunali di centrodestra che attaccano il sindaco. Che ha infarcito le deleghe assegnate al quartetto che gli farà da spalla in questi prossimi mesi di “massimi sistemi, barriere architettoniche e passero di montagna”. Il resto, lo “manierà” lui. Volete sicuramente usare un altro verbo più garbato, ma la sostanza non cambia.
Il Pd Matteo Donisi deve ammettere che la “nuova giunta” è un punto di partenza, il Nazareno deve aver dato indicazioni di non “spingere” troppo contro Carlo Marino. Così come fanno i Fratelli d’Italia: non “spingono” troppo. Per salvare cosa, sono affari loro.
Qui, invece di “scherzare con i fanti” che provano a fare le “figurine” del Monopoli dove tutte le banconote sul tavolo stanno in mano a Carlo Marino, ce la dobbiamo vedere con l’incazzatura dei Santi.
Neanche i Santi delle frazioni sono riusciti a tutelare, i consiglieri comunali di maggioranza abituati a votare sì ad ogni atto che porta in Consiglio la Giunta. Per non dire quelli del centrodestra che invece di farsi i selfie, almeno sulle esigenze spicciole dei loro elettori di riferimento territoriale, in questa occasione avrebbero potuto infilarsi un po’ di sangue nelle vene.
Cosa accadde in un Consiglio, tempo fa? Fu approvato un regolamento della polizia urbana che, se non vado errato, solo il vicesindaco Emiliano Casale poteva aver partorito con i suoi principali collaboratori, sui quali va steso un velo pietosissimo.
Cosa stabiliva, tra le altre cose, quel regolamento? Che il Comando di polizia municipale – parlo terra terra – si fa pagare per svolgere il suo necessario lavoro in strada in occasione delle feste patronali. Calcoli “misteriosi”, sconosciuti agli elettori di quei consiglieri di maggioranza che hanno votato sì e di quelli di centrodestra che non hanno fatto volare i tavoli del Consiglio comunale.
E così sta incazzato San Pietro ad Aldifreda, sta incazzato San Benedetto e, a catena, stanno incazzati i Santi di tutte le altre frazioni. Pure Sant’Anna? Non lo sa nessuno, intorno ai festeggiamenti della patrona di Caserta ci sono più omissis che nell’affare Moro.
I più moderati elettori di quei quartieri e di quelle frazioni piagnucolano, invece di andare a protestare sotto casa dei loro consiglieri comunali di riferimento. I più avvertiti, che riflettono e si ricordano le cose, a stento trattengono la bile. Un tempo, le frazioni dal Comune “prendevano” soltanto, in servizi. Ora, devono pagare. Migliaia di euro.
Pagamenti necessari, si inalbererà qualcuno che sa parlare in italiano e può provare semmai ad accusarmi di facile demagogia: i vigili sono pochi, i cittadini devono essere educati a riconoscere che i servizi pubblici vanno pagati, e via argomentando. Giusto, giusto.
Ma posso chiedere quanto incassa il Comune in un’estate di feste patronali, attraverso questi calcoli predisposti dal comandante Piricelli? E se qualcuno, impazzendo, mi risponde, posso fare un’altra domanda saltando di palo in frasca? Quanto è stato speso per comprare due volte – due volte, invece che una sola volta – le bandiere nazionali da custodire negli Uffici comunali per tutte le evenienze istituzionali?
Siamo almeno in tre a volerlo sapere, se nel frattempo si sono liquefatti i pochi consiglieri comunali di opposizione che provano a “fare ammuina”. Io, San Pietro e San Benedetto.
(Angelo Vitale)