Tra qualche giorno vado a farmi una pizza con un mio amico ultradecennale, per me l’unico “comunista” vero rimasto a Caserta.
Giorni fa mi ha rimproverato di attaccare sempre il centrosinistra o quello che aspira ad esserlo. Gli ho risposto che faccio la minestra con quello che passa il convento delle (presunte) notizie. Ricordandogli pure qualche precedente post in cui constato come dalle parti del malandatissimo centrodestra casertano si facciano male da soli.
Ma veniamo all’aspirante campo largo del 2027. Ieri pomeriggio, da un altro amico ancora – ne ha qualcuno anche un rompicoglioni antipatico come me – ho avuto notizia che “c’è vita su Marte”.
Intorno a quel tavolo che si affanna in rare riunioni, fortunatamente e accortamente non seduto alle sue sedie, c’è qualche “testa fresca” che mastica bene di politica da sempre. Ne riparleremo, di sicuro agli inizi del 2027.
Una buona speranza per sigle di partito ridotte a scatole vuote e per sigle civiche “di buona volontà”.
Ho saputo pure che nella prima lontana riunione di questo tavolo fu detto espressamente “a muso duro”, ai giovani del Pd appena arrivati in quella riunione, una frase del tipo “Prendete atto del fatto che proprio voi del Pd, nuovi o vecchi che siate, non avrete voce in capitolo per proporre vostri nomi per la candidatura a sindaco”.
Non ho motivo di dubitare di questo racconto. E quindi, il nome “Andrisani” buttato lì non al tavolo ma consegnato al Mattino può pure voler dire che la regia di questo nuovo Pd abbia in serbo la sua possibile carta da tirare fuori solo tra mesi e mesi, quando vecchi, giovani e giovani-vecchi saranno esausti.
Un vecchio espediente di “vecchia scuola democristiana”, insomma. Ho detto tutto.
(Angelo Vitale)
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