Si è liquefatta, per il caldo o per qualcosa che ormai sfiora il pieno immobilismo, se non direttamente la commissaria Pd Susanna Camusso, almeno la sua intenzione di tallonare il sindaco Carlo Marino in questa settimana, circa l’azzeramento della giunta richiesto dal Pd. Aveva detto così Camusso, in videoconferenza, lunedì scorso perfino sopravanzando il proposito del sindaco di rinviare la prossima riunione alla terza settimana di luglio.
Invece, facile aruspice il Mattino – per la ventata di “aria fresca e nuova” ci vogliono evidentemente i condizionatori a palla – la giunta non sarà azzerata prima della fine dell’estate. Così fece sapere, sobriamente, il sindaco e così sarà. Anche perché non si vedono all’orizzonte i cinque “scienziati” che devono sostituire il già arrestato Massimiliano Marzo, la fuggita Carmela Mucherino, l’indagato Emiliano Casale e i due assessori in quota Pd, Annamaria Sadutto e Enzo Battarra.
A che servono questi commissari Pd? Lo sa solo Elly Schlein e chi le crede. La Sadutto non si è presentata alla convocata riunione di lunedì scorso ed è ancora in sella: questo è il risultato della fermezza e dell’unitarietà del partito minoritario nelle scelte finora fatte per la giunta facendo prevalere il “Teniamo in mano” dei Moderati di Marzo e Casale.
La battaglia di Serapo già l’ha vinta chi “mantiene in mano”. Il centrodestra? Imballatissimo o di più, relegato a impugnare l’evidenziatore per sottolineare che il sindaco, dopo la “trovata” di Riccardo Ventre, sarebbe orientato a infilare in giunta, in quota socialisti, Stefania Modestino che appoggiò alle Comunali Romolo Vignola. Sono di più gli amministratori locali che tengono a cuore il futuro di Caserta o quelli che preferiscono queste vacanze estive ripetendo “Ci vuole tempo”?. La seconda che hai detto.
(Angelo Vitale)