Il Tribunale del Riesame, dopo il dirigente Franco Biondi e l’imprenditore Gioacchino Rivetti, ha liberato pure il dirigente Gianni Natale, il dipendente Giuseppe Porfidia e l’assessore Massimiliano Marzo, cancellando le ordinanze che li avevano posti agli arresti domiciliari.
“Tutti al lavoro”, titola il Mattino. Al “lavoro”, il giorno dopo il terremoto giudiziario, settimane fa erano subito tornati il vicesindaco Emiliano Casale, il dirigente Luigi Vitelli e un altro dipendente, tutti indagati per altri reati.
Nessuna considerazione particolare sugli indagati “al lavoro”, allora, da parte del sindaco Carlo Marino. Nessuna oggi, da parte del primo cittadino. Mentre si fanno insistenti – già da ieri, la ridda di voci – le indiscrezioni su un Massimiliano Marzo che scalpita, pronto a rientrare in giunta. Sarebbe caduta, per l’annullamento della misura cautelare, anche la sospensione di Marzo da parte del prefetto, intervenuto dopo la revoca delle sue pesanti deleghe adottata da Marino.
Cui ora i Moderati guardano, attendendo che decida di mettere da parte i propositi di chiamare in giunta “un magistrato e un colonnello della Finanza” per consentire il rientro di Marzo nell’esecutivo. Pochi pensano che Marino possa resistere più di tanto. Al massimo, qualche sua alchimia linguistica proverà a trasformare le deleghe in qualcosa che sembra diverso dal pacchetto di competenze precedenti ma poi, alla fine, non lo sarà. Non si conoscono le opinioni di chi, dentro la maggioranza o ai suoi margini, continua a storcere il naso.
Poi, certo, ci sarà il processo per corruzione e per i “voti a 50 euro”. Ma quello a carico di Marino – il 9 luglio atteso sul banco degli imputati per turbativa d’asta – ci ha messo 3 anni per prendere vita. Questo a carico di Marzo, Casale e gli altri, se l’inchiesta reggerà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, potrebbe metterci uguale o forse maggiore tempo. Intanto, “tutti al lavoro”. Per ora, con solo tre fotocopiatrici funzionanti in tutto il palazzo del Comune, denuncia il consigliere Pasquale Napoletano.
E Riccardo Ventre? Il Mattino lo dava stamattina quasi “nei quarti di finale”, favorito dai sobri e illuminati ragionamenti della maggioranza e, al solito, dai garbatissimi commenti dell’opposizione. Il pallino, come in quasi tutte le cose di questa città, resta nelle mani di Carlo Marino.
Pure lui sempre “al lavoro”. Oggi ha “regalato” la cogestione del palazzetto di Tuoro alla Federazione della ginnastica italiana. In Comune pure il delegato Coni Michele De Simone che qualche settimana fa aveva fatto giusto sarcasmo sui lavori per il “nuovo Pinto che verrà”. Il palazzetto di Tuoro diventa “modello Caserta” da esportare in tutta Italia, come quello raccontato dai “personaggi” del “nuovo Pinto che verrà”, finora inesistente.
(Angelo Vitale)
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