“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. *

La vergogna della piazza di San Benedetto: parlano le foto

Basterebbero solo le foto, per raccontare la vergogna della situazione in cui versa la piazza della frazione di San Benedetto, che si prepara ai festeggiamenti patronali (in passato, partecipati sempre da sindaco e assessori di turno).

San Benedetto ha espresso nel tempo vari amministratori originari del posto, assessori e consiglieri. Da qualche tempo, pure se ci sono, è come se non avesse più alcun riferimento nell’amministrazione, almeno per segnalare le necessità della zona. “Da oggi me la vedo io”, pare abbia detto all’atto della sua nomina ad assessore Massimiliano Marzo, originario della vicina frazione di Falciano.

Il risultato è questo. Una vergogna unica. Un albero caduto due anni fa, oggetto di un sopralluogo, è ancora lì. Le condizioni generali di tutta l’area sono queste dall’avvento dell’amministrazione in carica. L’erba alta insidia la lapide ai Caduti del paese. Il marciapiede opposto alla piazza è l’antitesi di ogni sicurezza di circolazione prevista dal Codice della Strada e di una minima decenza, per lo sprofondamento su cui non si è intervenuti in maniera risolutiva da anni. Per non dire della fontana della piazza, desolatamente secca e vuota: a cosa è servito l’investimento pubblico necessario alla sua realizzazione?

Sta per essere inoltrata al “primo cittadino” una lettera per ricordare questa vergogna. Almeno Paolo Riccio da Arzano, il “signore” dei 2,2 milioni di euro dell’appalto del verde, si dovrebbe segnare questo posto, uno dei primi dove farsi un giro quando verrà a Caserta.

(Angelo Vitale)

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