La seduta ‘*Consiglio Comunale – Seconda Convocazione *’ inizierà a breve. Da 50 minuti, la schermata web dal Comune era questa. Un Consiglio convocato per le 9.00. Poi è partito. Uno spettacolo unico. Consiglieri di maggioranza che ridacchiano: è l’ora della responsabilità. Il sindaco Carlo Marino che annuisce (lo si fa sempre, con qualunque consigliere di maggioranza ti si avvicini).
La lingua italiana, pure quella basic, è un optional. Ma non facciamoci venire la puzza al naso, che già ce l’ha una azzeranda inquadrata. E ne basta una.
Lo spettacolo parte, per quanto mi riguarda, con il consigliere di opposizione Donato Aspromonte che dialoga con l’assessore Mimmo Maietta su un muro storico abbattuto. Sono entrambi “figli di borgata”, poi Maietta esplode, “a mano a mano“. Cita Galasso, Veltroni e poi perdo il conto, colpito dal forbito eloquio di un professionista dell’urbanistica praticata, inframmezzato da un po’ di termini dialettali affettuosamente condivisi con Aspromonte. E io non posso che imitare Aspromonte: “Mi affido a voi”.
Poi si comincia a parlare di un timpano. Ma non è quello esploso di Donald Trump.
(Angelo Vitale)
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